Il Gioco d'azzardo e l'analisi della DNA

 

L’Osservatorio di Libera Piemonte ha intervistato la Dott.ssa Diana De Martino, Procuratore Nazionale Antimafia, che si è occupata della sezione dedicata al gioco d’azzardo legale ed illegale nella relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia. In particolare le abbiamo chiesto di approfondire alcuni aspetti emersi dalla relazione.
1) Nella relazione della DNA avete dedicato un capitolo all’infiltrazione della criminalità nel gioco legale ed illegale, quanto è diffuso questo fenomeno? C’è omogeneità sul territorio italiano o ci sono zone dove è più accentuato?
L’infiltrazione della criminalità organizzata nel settore del gioco è una delle “materie di interesse” individuate dal Procuratore Nazionale Antimafia, a cui è delegato un magistrato della DNA. Già tale individuazione dimostra come il fenomeno sia diffuso e preoccupante. In effetti la penetrazione della criminalità in tale settore è sempre più evidente e va di pari passo con la diffusione del gioco legale. Se infatti con la finanziaria del 2003 venne introdotta una nuova e più permissiva disciplina, con la finalità di rendere competitivo il settore del gioco lecito e di sottrarre “risorse” al gioco illegale, è evidente che la maggiore diffusione del gioco tra la popolazione ha ulteriormente stimolato l’interesse della criminalità organizzata. Le zone dove maggiormente risulta diffuso il gioco illegale sono la Campania, la Toscana, l’Emilia, la Sicilia, la Puglia. Peraltro deve essere tenuto presente che con la diffusione del gioco clandestino on line non ha ormai grande significato ancorare il fenomeno a realtà territoriali.

 

2) Con che modalità le organizzazioni criminali si infiltrano e in che tipologie di giochi?
La criminalità mafiosa, senza abbandonare le sue tradizionali forme di intervento quali la gestione di bische clandestine, l’organizzazione del toto nero o del lotto clandestino, si è ormai concentrata nei settori più diffusi del gioco, e dunque soprattutto nella gestione e nell’alterazione delle c.d. macchinette, ovvero le diffusissime new-slot e le video-lottery terminal. Come accertato nei procedimenti trattati dalle varie DDA, gruppi criminali di stampo mafioso si sono mossi innanzitutto utilizzando gli strumenti per loro tradizionali, e dunque costringendo gli esercenti – con la forza dell’intimidazione – a noleggiare gli apparecchi dalle ditte vicine al clan. Inoltre hanno anche fatto ricorso, per aumentare gli introiti, alla gestione di apparecchi irregolari, cioè modificati in modo da abbattere – nelle comunicazioni finalizzate al pagamento delle imposte – l’entità delle giocate o addirittura all’installazione di una rete di apparecchi del tutto clandestina, esente dunque da ogni prelievo fiscale.  Sovente gli apparecchi sono anche modificati nelle procedure di gioco, così da rendere quasi impossibile la vincita. Estremamente agevole è poi l’inserimento della criminalità organizzata nell’ambito delle scommesse clandestine per via telematica, attraverso gli internet point. Ed infatti tale forma di scommessa viene esercitata attraverso bookmakers stranieri (privi di ogni autorizzazione da parte di AAMS) con ulteriori difficoltà nello svolgimento dei controlli.

 

3) Qual è il ruolo dei bookmakers stranieri?
L’Amministrazione dei Monopoli rilascia concessione per la raccolta a distanza (on line) delle scommesse a quota fissa su eventi sportivi. Il concessionario autorizzato è responsabile del corretto esercizio del gioco, ed è tenuto a controllare la correttezza dell’attività esercitata nei punti di commercializzazione, provvedendo immediatamente alla risoluzione del contratto in caso di anomalie. Su di lui gravano poi le imposizioni fiscali commisurate al volume della raccolta di scommesse. In realtà sono sempre più diffusi sul territorio punti di scommesse telematiche che figurano come internet point ma che in realtà sono agenzie dedite alla raccolta di scommesse gestite da bookmakers stranieri, privi di ogni autorizzazione da parte di AAMS e di fatto esenti da ogni forma di prelievo fiscale. L’indagine della DDA di Lecce (di cui si è dato conto nella relazione annuale) ha messo in evidenza come molte di tali agenzie siano poi gestite dalla criminalità organizzata.

 

4) Lo scopo principale delle organizzazioni è quello di riciclare il denaro sporco o è principalmente quello di gestire il mercato del gioco?
Fermo restando che il settore del gioco rappresenta uno dei canali di riciclaggio di cui la criminalità continua ad avvalersi, deve essere precisato che i guadagni che il “gioco illecito” assicura sono talmente elevati da garantire introiti ingentissimi e, oltretutto, a basso rischio. Ed infatti a fronte di rilevantissimi introiti economici le sanzioni penali per le varie ipotesi di reato configurabili, e dunque i rischi giudiziari, risultano piuttosto contenute. Il mercato del gioco illegale è dunque divenuto una delle voci più importanti per la criminalità organizzata.

 

5) Tra le diverse organizzazioni criminali, qual è quella maggiormente dedita a questo tipo di affari?

Sicuramente l’organizzazione criminale più attiva nel gioco clandestino è la camorra.

 

Articolo redatto nell’ambito del lavoro dell’Osservatorio regionale di Libera Piemonte, per il progetto realizzato in collaborazione con l’Osservatorio Regionale sul Fenomeno dell’Usura.

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