Nuove sentenze per il contrasto al gioco d’azzardo: si aprono spiragli normativi a livello locale

 

Nelle ultime settimane la cronaca e i quotidiani ci riportano la fotografia di un’Italia che, specialmente a livello locale, rivolge una sempre maggiore attenzione rispetto al gioco d’azzardo.

A livello nazionale leggi e linee guida tardano ad arrivare lasciando di fatto irrisolto il conflitto di competenze tra stato, regioni e comuni.

Nonostante le discrepanze esistenti in materia, grazie all’emanazione di alcune normative regionali sul gioco e  attraverso alcune innovative sentenze emanate dai tribunali regionali, stanno emergendo nuove aperture che rendono la risoluzione della questione più urgente.

Da questo punto di vista la sentenza del Tar della Liguria (una delle regioni ad avere emanato la normativa sul gioco d’azzardo) che coinvolge la Città di Genova fornisce un chiaro esempio.

Alcuni addetti ai lavori del comparto giochi avevano presentato un ricorso al Tribunale regionale, contestando all’amministrazione cittadina la possibilità di porre un limite nell’apertura di nuove sale a una distanza inferiore ai 300 metri dai luoghi sensibili, perché questo secondo loro questo avrebbe significato estendere il divieto su tutto il territorio comunale.

Il tribunale ha invece ritenuto che, se anche l’applicazione della norma portasse a tali conseguenze, il regolamento del comune sarebbe legittimo.

Questa legittimità viene espressa in nome della necessità da parte dell’ amministrazione di tutelare le categorie più deboli della popolazione oltre che salvaguardare la sicurezza e la salute pubblica, anche a scapito della riduzione di un settore imprenditoriale.

Il regolamento comunale non è pertanto stato ritenuto in conflitto con la legge regionale di riferimento (Legge regionale della Liguria n. 17/2012). A sua volta, la legge regionale non è stata ritenuta in conflitto con un quadro più ampio di riferimento a livello costituzionale, poiché le regioni hanno competenza sulla tutela della salute pubblica.

L’unico punto in cui i giudici hanno stabilito ammissibile la richiesta dei ricorrenti ha riguardato la limitazione rigida degli orari: questa non troverebbe copertura normativa nelle disposizioni della legge regionale.

Non è l’unica sentenza che dà spunti di riflessione. Il Tribunale della Lombardia ha dato ragione all’ordinanza del sindaco di Lecco per la limitazione dell’orario delle sale slot, impugnata precedentemente da due esercenti di un locale adibito al gioco.

Nelle motivazioni della sentenza viene precisato che, dati gli impatti negativi che gli apparecchi per il gioco creano sulla salute pubblica,  sono da considerarsi come strumenti potenzialmente pericolosi, rientrando quindi nell’ambito in cui il sindaco ha possibilità di azione.

A livello giuridico questo è possibile in virtù del fatto che il gioco d’azzardo patologico è stato inserito nei livelli essenziali di assistenza (LEA).

Va ricordato che, sempre per ciò che attiene alle strategie di contrasto al gioco d’azzardo, in alcuni comuni si è deciso di avviare un procedimento d’incentivo fiscale, andando ad agire sulla riduzione della tassa sui rifiuti (oggi Tares) per quei locali che rinunciano al gioco o che disinstallano gli apparecchi.

Alla luce di queste sentenze i primi cittadini per non vedersi rigettate le ordinanze restrittive sulle sale slot e gioco d’azzardo legalizzato possono appellarsi alla legislazione regionale, nel caso in cui questa ci sia, oppure motivare l’atto pubblico richiamandosi alla tutela della salute dei cittadini.

Per queste ragioni i Sindaci tramite la rete di Avviso Pubblico chiedono una legge nazionale basata sulla riduzione dell’offerta e leggi regionali in cui siano chiari gli impegni da prendere rispetto ai giocatori patologici.

Chiedono inoltre, che sia consentito il potere di ordinanza del sindaco per definire l’orario di apertura delle sale gioco, per stabilire le distanze dai luoghi sensibili, e che sia richiesto ai Comuni e alle Autonomie locali il parere preventivo per l’installazione dei giochi d’azzardo.

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *