Novità su prevenzione cura e riabilitazione dei giocatori d’azzardo patologici

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Pochi giorni fa, il 26 giugno, la XII Commissione Affari  Sociali della Camera ha completato l’esame del testo unificato “disposizioni per la prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico” avente come relatrice Paola Binetti. Il testo unificato, prima di essere inviato alle Commissioni competenti per il parere, dovrà ancora essere discusso in Aula alla Camera per poi infine passare all’ultima verifica da parte del Senato.

Il testo in questione pone l’attenzione su un fenomeno di recente matrice: la crescita, le conseguenze sociali e di salute pubblica rappresentate dall’aumento di chi ha sviluppato un rapporto patologico con il gioco.

Come già accennato in precedenti articoli, i giocatori patologici nel nostro paese crescono ogni anno vertiginosamente. Secondo il ministero della Salute, nonostante i dati debbano essere aggiornati, sarebbero 700.000 gli italiani col vizio del gioco, di cui 300.000 considerati patologici.

Considerando che sono circa dieci gli anni che un giocatore patologico impiega mediamente per chiedere aiuto e che, dall’impennata dei consumi non è ancora arrivata la conseguente onda d’urto di malati, le prospettive non sono affatto promettenti.

Le cause imputabili a un simile allarme sono molteplici; una di queste può essere ricercata nella continua immissione di nuovi giochi nel mercato dell’azzardo che ha visto triplicarsi le occasioni di gioco andando a incontrare una fetta sempre maggiore di utenti. Si gioca per le ragioni più disparate ma è indubbio che la mancanza di lavoro e la scarsità di risorse economiche abbiano spinto moltissime persone a vedere nel gioco l’ultima possibilità di guadagno.

E’ ormai evidente che per far fronte al fenomeno, debbano essere destinati fondi per garantire ai giocatori patologici quelle cure adeguate, che fino ad oggi non gli sono state concesse. Il recente decreto Balduzzi, infatti, ultimo in ordine temporale, nonostante abbia riconosciuto la patologia, facendola così rientrare nei LEA (Livelli essenziali di assistenza), non ha previsto lo stanziamento di fondi necessari per la cura, lasciando di fatto il problema irrisolto.

L’attuale ddl proposto, sembra invece far convergere i propri obiettivi proprio in questa direzione, riconoscendone implicitamente l’emergenza sociale.

Il ddl si compone complessivamente di dodici articoli tra i quali viene previsto anche un coinvolgimento dei comuni (attualmente solo le legislazioni regionali in materia, laddove presenti, sono in grado di dare qualche possibilità di azione alle amministrazioni locali). Rispettando delle direttive nazionali, proprio i comuni dovranno predisporre dei regolamenti per cui le sale gioco dovranno rimanere aperte massimo 8 ore al giorno e distare almeno 500 metri dai luoghi sensibili. Previsto altresì nei locali, il divieto di alcol, fumo e utilizzo del bancomat.

Un altro punto affrontato è quello dell’istituzione di unOsservatorio sul gioco patologico che, attualmente in capo all’Agenzia delle dogane e del monopolio passerebbe al Ministero della Salute. Questo potrebbe significare una più diretta attenzione e sensibilità rispetto a quegli effetti che la diffusione del gioco ha portato con sé.

Tra le proposte, quella di poter accedere alle sale gioco solo tramite un tesserino sanitario su cui verranno registrate le giocate. Infine, per i prossimi 5 anni non potranno essere introdotti nuovi giochi sul mercato.

Con l’articolo 12, in particolare, l’ultimo del decreto, viene istituito un fondo di 200 milioni di euro annui da destinare alla diagnosi, prevenzione e cura del gioco d’azzardo patologico, a decorrere dal 2015. Il fondo passa così ad una somma non inferiore ai 200 milioni annui circa, grazie a un aumento dello 0,7% del prelievo unico erariale su slot e Vlt.

Le proposte qui descritte hanno chiaramente aperto un ampio dibattito, l’iter di approvazione è ancora lungo, si auspica però che la discussione spinga a confermare questi propostiti andando a migliorare sempre più l’attuale legislazione.

Testo di riferimento:

 

http://documenti.camera.it/Leg17/Dossier/Testi/AS0047A.htm

 

 

 

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